La geometria di Damasco: perché la stella a otto punte è ovunque
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Qualche articolo fa, nella nostra guida per riconoscere un vero mosaico damasceno, avevamo promesso di tornare a esplorare il significato dietro i motivi geometrici. Eccolo: perché la stella a otto punte e l'ottagono compaiono su quasi tutto ciò che Damasco produce, dai coperchi delle scatole a mosaico ai cortili delle moschee.
Perché una forma a stella compare su quasi ogni pezzo?
Perché è il motivo più comune dell'arte geometrica islamica, e Damasco ne è uno dei grandi centri da oltre mille anni. La stella a otto punte (nota come rub el hizb) si costruisce a partire da due quadrati sovrapposti, uno ruotato di 45 gradi rispetto all'altro, e compare su legno, pietra, piastrelle e metallo in tutto il mondo islamico. Su un pezzo in mosaico damasceno, raramente è casuale o pura decorazione: è l'unità di base da cui cresce l'intero motivo.
Da dove viene la stella a otto punte?
I primi esempi noti di stelle a otto punte isolate nell'arte islamica risalgono alla Grande Moschea di Kairouan, nel IX secolo, e da lì il motivo si è diffuso in tutta la regione. Due quadrati, tracciati dallo stesso centro e sfalsati di 45 gradi, sono in realtà tutto ciò che serve per costruirne una: nessuno strumento sofisticato, solo un compasso, un righello e una mano ferma. Questa semplicità spiega in parte perché abbia viaggiato così lontano: qualsiasi artigiano capace di dividere un cerchio poteva tracciare una stella a otto punte perfetta, e tramandare il metodo esattamente come lo aveva imparato.
Perché l'ottagono compare altrettanto spesso?
L'ottagono è ciò che resta una volta tracciata una stella a otto punte: unendo le otto punte esterne dei due quadrati sovrapposti si ottiene una forma a otto lati che si annida discretamente all'interno della stella. È la stessa geometria vista da un'altra angolazione, motivo per cui i due motivi ricorrono costantemente insieme: nel bordo di un pannello a mosaico, in un vassoio ottagonale, nei cortili e nelle fontane della Damasco vecchia, dove questa forma è usata nella pietra da secoli.
Come finisce questa geometria dentro un fascio di mosaico?
Il legame non è solo visivo. Come descritto in come si realizza una scatola a mosaico, un artigiano dispone decine di bastoncini di legno e madreperla attorno a un nucleo comune e li incolla in un fascio prima di tagliarlo in fette. Disponendo quei bastoncini ad anello, una sezione trasversale a otto o sei lati è il risultato naturale, quasi inevitabile: la geometria è incorporata nell'atto fisico di comporre il fascio, non aggiunta in seguito con uno stencil. La precisione del fascio e la precisione della stella sono, letteralmente, la stessa abilità.
Perché questa geometria è durata così a lungo?
In parte perché non ha bisogno di una storia per essere bella: una stella costruita da due quadrati si legge come equilibrio e ordine per chiunque, in qualsiasi secolo, a prescindere da ciò in cui crede. E in parte perché la geometria è diventata il grande linguaggio visivo della regione in un'epoca in cui la decorazione figurativa era raramente usata negli edifici religiosi e civili: il motivo portava un significato che non si chiedeva alle immagini di portare. Quell'abitudine è sopravvissuta al proprio contesto originale ed è entrata anche negli oggetti laici: comprese le scatole, i vassoi e i pannelli realizzati a mano oggi nelle botteghe di Damasco, dove la stessa stella a otto punte che un tempo gli apprendisti di Gergi Albittar incollavano a mano tiene ancora insieme ogni motivo.
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